da sapere

Sinistri Stradali

il caso in cui la riparazione è superiore al valore del veicolo


In caso di sinistro stradale, quando vengono riportati danni all’autoveicolo, sorge in capo al responsabile civile (proprietario del mezzo antagonista, conducente del mezzo e assicurazione) l’obbligo di risarcire il costo della riparazione...

La corretta quantificazione del danno in caso di risarcimento del valore ante sinistro del mezzo e i diritti del danneggiato

In caso di sinistro stradale, quando vengono riportati danni all’autoveicolo, sorge in capo al responsabile civile (proprietario del mezzo antagonista, conducente del mezzo e assicurazione) l’obbligo di risarcire il costo della riparazione.

Il risarcimento del danno può avvenire in forma specifica, ossia quando si presume che colui che ha causato il danno provveda a ripristinare integralmente la situazione preesistente al danno (la vettura incidentata deve essere riparata in modo accurato e tornare nelle condizioni originarie), ovvero quando il danno è superiore al valore del mezzo il risarcimento del danno potrà avvenire per equivalente ex art. 2058, comma 2, c.c. (non verrà risarcito il costo della riparazione dell’auto ma il valore che aveva al momento dell’incidente).

Pertanto, quando la vettura che ha riportato danni ha un valore inferiore al costo della riparazione, l’assicurazione cercherà di limitare il proprio obbligo di risarcimento, riconoscendo al proprietario il valore minimo di mercato che il mezzo aveva.

Il danneggiato, però, si trova a subire quella che ritiene essere un’ingiusta liquidazione dall’assicurazione, perché in fondo perde l’utilità di una propria vettura che era comunque idonea a all’uso e perfettamente circolante: non sempre con l’esiguo risarcimento ricevuto dall’assicurazione è possibile per il danneggiato dotarsi di una nuova vettura in buone condizioni come la propria persa.

Per difendersi dal tentativo posto in essere dalle assicurazioni di ridurre al minimo la voce del risarcimento, mortificando così i diritti di chi ha subito la perdita del proprio mezzo, è importante capire come si determina l’importo oggetto di risarcimento in caso di antieconomicità delle riparazione e correttamente determinare tutte le ulteriori voci di danno materiale risarcibile in caso di antieconomicità della riparazione.

Giovanni Rampa, legale dello Studio Legale LDS, chiarisce che indubbiamente al danneggiato deve essere riconosciuto il valore ante sinistro della vettura, che in linea di massima viene determinato dai liquidatori delle assicurazioni calcolando la media del valore medio della quotazione eurotax blu (listino in uso ai commercianti per determinare il valore del ritiro dell’auto usata) e eurotax giallo (listino per determinare il prezzo di vendita).

Il dott. Giovanni Rampa, tuttavia, ricorda che l’importo del mero valore ante sinistro può e deve essere maggiorato dalle correlate spese accessorie: “Chi ha subito un sinistro con danneggiamento/perdita della propria vettura, in caso di antieconomicità della riparazione, ha diritto a richiedere il rimborso della quota parte della tassa di circolazione per il mancato ‘godimento’ della vettura, del costo dell’immatricolazione di una nuova vettura, ovvero del costo del passaggio di proprietà di un veicolo usato; in caso di demolizione il danneggiato può richiedere il costo della radiazione del mezzo, della rottamazione, dell’eventuale trasporto dell’auto non marciante con autosoccorso al demolitore”.

Nella determinazione del danno, quindi, rivestiranno importanza il valore ante sinistro dell’auto, la sua vetustà, il deprezzamento subito a seguito dell’incidente, la natura e l’entità delle riparazioni effettuate; il danneggiato, potrà anche cercare di dimostrare che il proprio mezzo aveva un valore ante sinistro superiore a quello medio di mercato, poiché erano state realizzate modifiche (autorizzate dal Ministero della Circolazione) o poiché era in uno stato di eccezionale cura e manutenzione.

L’avv. Federico Lerro, professionista dello Studio Legale LDS, evidenzia come tuttavia alcuni Giudici hanno riconosciuto il diritto a riparare il mezzo, seppur con costi superiori al valore ante sinistro, ovvero hanno riconosciuto il diritto ad avere un risarcimento superiore a quello medio di mercato.

In linea teorica, quindi, è possibile pensare di voler riparare il proprio mezzo anche se il preventivo di riparazione è superiore al suo valore: in questi casi occorre che la riparazione effettuata sia congrua con i danni, assolutamente pertinente e ragionevole. Il danneggiato, nel riparare il mezzo, deve avere una condotta che in diritto viene definita del “buon padre di famiglia”: in forza di questo principio la riparazione non dovrà essere tale da rappresentare una sorta di spesa voluttuaria e bizzarra, ma assolutamente riconducibile al ripristino del mezzo. In questi casi, ad esempio, l’assicurazione potrà essere d’accordo a risarcire il costo di una riparazione, quando per ammortizzare i costi, il danneggiato, che ha interesse ad utilizzare il proprio veicolo riparato, accetti di utilizzare pezzi di ricambio reperiti nel mercato dell’usato, ovvero accetti di riparare in economia parti di carrozzeria invece di sostituirli con pezzi nuovi.

Ulteriori casi in cui viene tutelato il diritto a riparare il proprio mezzo, seppur antieconomico, si individuano in quei casi in cui il danneggiato sia proprietario di veicoli che hanno un valore aggiunto in virtù della loro funzionalità: “Qualora il mezzo danneggiato per la sua particolare funzione e il suo ottimo stato di manutenzione non possa essere facilmente sostituito con altro veicolo usato e reperibile sul mercato, il proprietario ha diritto al risarcimento del danno in forma specifica attraverso la completa riparazione del mezzo anche se questa risulti più onerosa” spiegano i legali Federico Lerro e Giovanni Rampa.

Ad ogni modo, sia nel caso di risarcimento per equivalente del valore ante sinistro del mezzo, ovvero nel caso di risarcimento in forma specifica con l’intero costo della riparazione, il danneggiato potrà far valere nei confronti dell’assicurazione il fatto che la propria vettura fosse in ottime condizioni e quindi valesse di più: in questi casi, il proprietario può dimostrare l’ottimo stato della vettura, producendo fatture di riparazione/sostituzione di pezzi strutturali dell’auto, libretto di manutenzione e dei tagliandi tutti effettuati, carrozzeria e parti usuranti in perfetto stato (in questo caso potranno essere prodotte fotografie che attestino tale stato della carrozzeria).


fonte: www.studiolegalelds.it